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Conoscete il mondo della Street art molisana? In particolare quella di Campobasso?

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Negli ultimi anni si è aperto un varco consistente che ci sta permettendo di conoscere e approfondire quest’arte e i suoi artisti. Dal 2011 ad oggi Campobasso ha ospitato grandi artisti del writing e della street art e ad ora possiamo vantare un patrimonio di una certa importanza.

Partendo da questo presupposto parliamo di un grande artista nella scena del writing, ovvero Blu, di cui al momento non si conosce ne nome ne provenienza.

Blu Campobasso Terminal degli autobus
Blu Campobasso Terminal degli autobus

Il writer Blu inizia ad essere conosciuto nel 1999 quando a Bologna realizza le sue prime opere nel centro storico e zone limitrofe all’Accademia delle belle arti.

I soggetti che dipinge solitamente sono degli umanoidi con connotati sarcastici, infatti i suoi temi principali sono l’alienazione urbana, i conflitti tra poteri forti e classi popolari, o la prevaricazione politica e il degrado ambientale.

Nel 2011 grazie all’Associazione Malatesta è stato organizzato il primo Draw the line, ovvero spazi/pareti in tutta la città messe a disposizione per essere dipinte dai writer, con il quale abbiamo avuto l’opportunità di ospitare Blu che ci ha deliziato con un’opera “provocatoria” e di impatto.

Quest’opera realizzata al terminal di Campobasso raffigura degli uomini con abiti militari ed è subito chiaro il concetto di alienazione che si avverte nel vedere “il lavaggio del cervello” politico indirizzato a ciò che comprende le forze dell’ordine. Così Blu fa parlare di sé destando molte polemiche tanto che l’amministrazione addirittura chiede di cancellare l’opera perché offensiva.

Qualche anno dopo, nel 2015, Blu decide di tornare a Campobasso per regalarci un altro pezzo d’arte questa volta dedicato al suo amico Sopa (Stefano Roccia) anch’esso writer.

L’opera è stata realizzata sulle grigie pareti di via marche, sui palazzi dello IACP (istituto autonomo case popolari).
In quest’opera Blu ha raffigurato un enorme masso che si stacca dalla città e rimane sospeso nella bellezza di un limpido cielo azzurro. In sei giorni di lavoro Blu è stato in grado non solo di migliorare la visione Campobassana ma di muovere e conquistare sia a livello critico che artistico l’animo dei cittadini e dell’amministrazione che tra screzi e ammirazione ha dovuto accettare la capacità di quest’uomo di portarci ad una nuova visione “colorata” del mondo.

Quindi se vi trovate a passare in città non perdete l’opportunità di assaporare questa visione dispotica di cui ci ha messo a conoscenza Blu.

– Antonella Iamele

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