Se sei alla ricerca delle tracce del passato e vuoi perderti nei luoghi della storia antica, ti suggeriamo di visitare Altilia Sepino (Saepinum), la città dissepolta, una testimonianza incredibilmente ben conservata di una città della provincia romana.

Nelle rovine dell’area archeologica di Altilia Sepino (per alcuni la piccola Pompei), il visitatore potrà vivere un’esperienza suggestiva a contatto con la storia, in un luogo che conserva ancora oggi tutte le caratteristiche dell’antica struttura urbanistica.

La città romana di Saepinum sorge all’incrocio di due importanti strade: il tratturo Pescasseroli-Candela e la strada che collega il Matese alla costa. L’area occupa una superficie di circa 12 ettari a pianta quadrata, circondata da una cinta muraria reticolata.

Visita agli scavi

L’accesso all’area archeologica, attraverso le sue meravigliose porte (Porta Boiano, Porta Tammaro, Porta Benevento, Porta Terravecchia), permette di osservare i resti delle antiche torri e della cinta muraria; è possibile passeggiare attraverso il Decumano, ai cui lati sono presenti le botteghe artigiane, le fontane e i bagni termali, oppure vedere la straordinaria basilica, le cui colonne in stile dorico aprono sul foro, antico luogo per le funzioni politico-amministrative.

L’area di Altilia è oggi divisa in due siti archeologici: Terravecchia/Saipins, il villaggio fortificato sannita Saepinum-Altilia, la città romana.

Storia

Per il controllo delle vie mercantili e per la posizione strategica (l’Apulia a sud, il Sannio Pentro a nord, la costa adriatica molisana ad est e la costa tirrenica campana ad ovest), il villaggio originario sannitico di Saipins fu costruito situato a 950 metri sul livello del mare, sulla montagna retrostante la Saepinum romana (Terravecchia).

Quando durante la terza guerra sannitica (293 a.C.,) i romani la espugnarono, il centro originario fu abbandonato e la popolazione si spostò a valle; la città diventò così, al termine della guerra sociale, un centro amministrativo romano. La cinta muraria fu realizzata in seguito dall’imperatore Augusto, mediante incarico ai due figli adottivi Tiberio e Druso, più per il decoro della città che per le reali necessità di difesa.

Riconoscimenti
Grazie all’impegno dell’Associazione Turistica Pro Loco di Sepino e alla redazione di www.sepino.net, la zona archeologica di Altilia Sepino ha ottenuto il prestigioso riconoscimento a livello nazionale di “Meraviglia italiana”. Dal 2010 Altilia Saepinum è “Scudo Blu Internazionale” (ICBS International Commitee of the Blue Shield), un riconoscimento fondato nel 1996 che prende il nome dal simbolo specificato nella Convenzione de L’Aja (1954) a protezione dei Beni Culturali.

Approfondimenti: Alla scoperta della città dissepolta, Servizi al turismo, Testi: Antonio Tammaro, Traduzione in inglese: Claudia Pezzente Gibson e Thom Tammaro, Stampato in Italia nel 2014.

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