Nel tuo viaggio alla scoperta dei Borghi più belli d’Italia, ti suggeriamo il prezioso borgo di Sepino, in Provincia di Campobasso, l’ultimo paese del Molise al confine con la Campania.

Saepinum deriva da saeptum, “recinto”, che definiva in epoca sannitica una palizzata di legno, lungo il tratturo, destinata agli animali.

Il paese oggi possiede un bellissimo centro storico, da visitare, dopo i lavori di ripristino della pavimentazione della piazza principale ed il restauro di alcuni vicoli degradati.

Alcuni edifici, come il settecentesco palazzo Giacchi e il rinascimentale palazzo Attilio, con eleganti finestre e portali in pietra rosa, conferiscono un tocco signorile ad un’architettura per lo più rurale. Del Cinquecento è la fontana della Canala, mentre la fontana del Mascherone presenta una ricostruzione di un antico mascherone del II secolo d.C.

La chiesa di Santa Cristina
La chiesa di Santa Cristina è sicuramente il monumento più prezioso di Sepino. Sopravvissuta al terremoto del 1805, la chiesa possiede alcuni tesori da non perdere. Si ha notizia della sua storia già dal 1099, quando due pellegrini diretti in Terrasanta, passando per Sepino con le reliquie della santa, non riuscirono più a ripartire.

Nella chiesa è possibile ammirare:
Tela della “Madonna del riposo” (pregevole copia della celebre opera di Giulio Romano: la Madonna della Gatta, attualmente ammirabile presso il museo di Capodimonte a Napoli);
Dipinto raffigurante S. Nicola di Bari, di autore ignoto, risalente alla prima metà del XIX, in cui il santo ha ai suoi piedi S. Antonio di Padova, al posto dei tre bambini che aveva salvato;
Dipinto del Miracolo di S. Cristina che libera una donna posseduta dal demonio, un ex-voto di autore ignoto, risalente al 1838;
Icona raffigurante S. Cristina, opera del Prof. Marcello Moschini, ricordo del gemellaggio tra Sepino e Bolsena del 1995;
– Tela della “Madonna delle Grazie”, raffigurante la Madonna, tra S. Giuseppe e S. Francesco di Paola, dipinta nel 1816 da G. M. Griffon (celebre per i suoi dipinti nella reggia di Caserta);
– la cappella di San Carlo Borromeo (1737), con, al centro, una cornice in legno intarsiato e dorato che custodisce reliquiari dell’artigianato napoletano del Cinquecento;
– il coro ligneo settecentesco e la cappella Carafa, detta “del Tesoro” per i tesori in essa contenuti;
– busto reliquiario di Santa Cristina, in argento e rame dorato del XVII secolo;
– due battenti in bronzo, forgiati verso il 1127 nelle botteghe di Oderisio da Benevento; all’interno è presente una struttura a tre navate con croce latina;
– il sepolcro del vescovo Attilio (1536);
– due altari settecenteschi in marmo, con intarsi policromi (in quello della navata laterale è posta una copia della “Madonna della Gatta” di Giulio Romano);
– la porta in noce intagliata, opera di artigiani locali (1609);

Da vedere inoltre: i resti di un organo a canne del 1742 (collocato in fondo alla chiesa), che fu restaurato nel 1828, a seguito dei danneggiamenti subiti a causa del terremoto del 1805, e la cripta restaurata nel 1999.


Patrono: Santa Cristina
Prodotto tipico
: Dal latte derivano formaggi quali caciocavallo, manteche e scamorze. Dalle carni di maiale prelibatezze come la soppressata, la salsiccia con finocchietto e il capocollo.
Il Piatto: Pasta fatta in casa (tagliatelle corte) con ceci, fagioli o fave. Coniglio al forno. Polenta stufata con ragù.
Riconoscimenti: Borgo d’Italia consegnato dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), con lo scopo di proteggere, promuovere e sviluppare i Comuni riconosciuti come i Borghi più belli d’Italia.

Sito webwww.comune.sepino.cb.it

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