Se sei alla ricerca dei più bei castelli del Molise, da non perdere è il longobardo Castello Pignatelli che domina il suggestivo borgo di Monteroduni e l’intera vallata del Volturno.

Sebbene la mancanza di documentazioni dettagliate non ci aiuti a ricostruirne dettagliatamente la sua nascita, l’elezione di S. Michele Arcangelo a protettore della comunità di Monteroduni, circoscrive le origini del suo insediamento all’età longobarda, periodo nel quale era di uso comune adottare S. Michele come custode delle fortificazioni e dei castelli a difesa del territorio.

Prima dell’anno Mille sul Monte di Roduni erano già presenti piccoli insediamenti umani e sicuramente in passato tale altura aveva rappresentato un importante punto di ingresso nel “Contado del Molise”, nonché una vedetta sulla via latina.

Nonostante la struttura attuale del castello è molto distante dalla fortificazione longobarda originaria, alcune fonti ritengono che oggi coincida con una importante parte del nucleo originario. L’analisi delle mura e dell’impianto quadrangolare, hanno rilevato infatti che la rocca antica risalga ad un’epoca anteriore a quella della dominazione angioina.

Infatti la rocca difensiva difesa delle abitazioni era circondata da una massiccia cinta muraria che oggi potrebbe coincidere con le attuali mura del giardino del Castello.

Dopo il 1503 quando il feudo di Monteroduni passò a Ludovico d’Afflitto, il Castello fu ampliato con migliori strumenti difensivi, ma furono in definitiva di signori Pignatelli (in particolare il principe Giovanni Pignatelli della Leonessa) che lo adattò a residenza signorile consegnandogli l’immagine che possiamo vedere oggi.

Accedendo all’archivio domestico dei Pignatelli è possibile oggi scoprire le pessime condizioni strutturali nelle quali i Pignatelli trovarono il castello e quali opere furono messe in atto per restaurarlo.

Grazie alle operazioni di restauro dei primi anni del XVIII secolo e a quelle successive del primo novecento, oggi è possibile ammirare il grande salone il cui soffitto ligneo è costituito da 190 tavole di querciolo dipinte a tempera.

Da vedere anche:
– le quinte merlate del coronamento apicale
– i portali in breccia rossa del Matese del XVIII secolo
– il battistero interno della locale chiesa di S. Michele
– lo scalone che collega la piccola corte interna al piano nobile
– la grande tavola lapidea con la pandetta dei pedaggi che si pagavano per passare la Lorda risalente al 1752
– il portale sormontato dallo stemma settecentesco dei Pignatelli  

Curiosità: oggi nel piazzale antistante il Castello Pignatelli si organizza ogni anno l’importante Eddy Lang Jazz festival che ospita musicisti internazionali provenienti da varie parti del mondo.

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